TORRE DI SANTO STEFANO

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All’estremità orientale dei giardini pubblici sorge la torre di Santo Stefano. Oggi si presenta come una torre, ma in realtà era un campanile ed è l’unico elemento superstite dell’omonimo complesso abbaziale benedettino, fondato nel 1044 da Guglielmo da Volpiano e dipendente dall’Abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese.

Il monastero rimase in attività fino al 1489. Nel 1554 il generale francese Brissac, governatore d’Ivrea fece demolire una parte del monastero. Nel 1757, il conte Perrone, proprietario del Palazzo Giusiana, acquistò quello che restava e, per ampliare il suo giardino, fece demolire gli edifici del monastero, salvando solo la torre campanaria.

Il campanile è suddiviso in sei riquadri, separati orizzontalmente da cornici a dente di sega in mattoni a vista, che sormontano archetti pensili. In senso verticale i riquadri sono suddivisi da lesene.

Ai primi piani vi sono piccole aperture: alcune sono semplici feritoie, altre monofore. Ai piani successivi si aprono bifore e trifore.

Il materiale usato per la costruzione del campanile non è solo laterizio, ma anche materiale di recupero derivante dalla demolizione di altri edifici, quasi sicuramente romani.