LUNGO DORA E STADIO DELLA CANOA

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Una passeggiata sul Lungo Dora della città permette di effettuare un circuito ad anello ammirando numerosi punti di interesse. Il tratto cittadino che si affaccia sul Naviglio nel passato veniva attraversato da leggere imbarcazioni, spinte con lunghe pertiche. Inoltre alle sponde del fiume erano ancorati mulini natanti che sfruttavano la corrente per azionare le macine e lungo le rive le donne si radunavano per lavare i panni. Alla fine del 1800 furono realizzati i bagni pubblici nel signorile caseggiato che si affaccia sulla piazza del Rondolino. Lo stabilimento, intitolato a Umberto I, venne completato nel 1890: al primo piano vi erano i servizi, al secondo il caffé, al terzo un ristorante e nell’ultimo gli alloggi. Questo tratto di Lungo Dora venne realizzato solo nel 1886 e per il livellamento del terreno si sfruttò il materiale estratto dalla galleria ferroviaria che passa sotto al centro storico.

 

Passerella Natale Cappellaro

Inaugurata nel 2013, la passerella ciclo pedonale costituisce la via di collegamento tra la città storica e l'area ex Montefibre, sede di importanti servizi per i cittadini, tra i quali il poliambulatorio, il tribunale e la stazione ferroviaria, fornendo nel contempo l'occasione per la riqualificazione della sponda sinistra della Dora Baltea mediante creazione di un percorso verde che conduce fino al Giardino Donne della Resistenza e allo Stadio della Canoa di Ivrea.

La Passerella è stata dedicata a Natale Capellaro, assunto dalla Olivetti nel 1916 come operaio, nel 1943 divenne direttore responsabile dell’Ufficio Progetti.

 

Stadio della Canoa

Stadio naturale, collocato nel centro della città di Ivrea, un'eccellenza della canoa internazionale. Il canale presenta una lunghezza di 230 metri e un dislivello di 6, per una pendenza media del 3%.

Lungo le rive della Dora Baltea si possono seguire gli allenamenti degli atleti della Nazionale Italiana, ma anche quelli di molti altri canoisti provenienti da altre nazioni che scelgono lo Stadio della Canoa di Ivrea.

Lo Stadio comprende anche palestre e spogliatoi attrezzati, magazzini per il materiale nautico e le attrezzature.

 

Ponte ferroviario

Nell'estate del 1886 venne inaugurata la linea ferroviaria Ivrea-Aosta. I lavori, durati più di quattro anni, richiesero interventi di ingegneria impegnativi data la conformazione del territorio. Per il Superamento della Dora venne costruito un ponte di ferro di 54 metri che si immette in una galleria lunga poco più di un chilometro. L’ottocentesca struttura fu sostituita con una più moderna a metà del ‘900.

Il tratto di ferrovia Chivasso-Ivrea, invece, era già attivo dal 1858.

Nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 1944, il ponte venne fatto esplodere dalle forze partigiane durante l'occupazione nazifascista dell'Italia settentrionale per evitare un bombardamento alleato programmato per interrompere i rifornimenti di materiale bellico provenienti dalle acciaierie Cogne di Aosta.

Ponte Nuovo

I lavori del Ponte Nuovo iniziarono nel 1858 e lo stesso Cavour vi fece un sopralluogo quando, il 10 novembre, inaugurò la rete ferroviaria Torino-Ivrea.

Il ponte fu ultimato 2 anni dopo e contemporaneamente venne aperta la strada che, nel 1900, sarà intitolata a Costantino Nigra. Fu sicuramente un’opera viaria molto importante se si pensa che fino ad allora l’unico congiungimento tra le due sponde della Dora era costituito da Ponte Vecchio.

Il ponte fu dedicato alla duchessa Isabella di Baviera, moglie del principe Tommaso di Savoia-Genova. Il 18 dicembre 2010, nel cinquantenario della sua scomparsa, il ponte è stato poi intitolato ad Adriano Olivetti.

 

Fontana di Camillo Olivetti

Monumento realizzato nel 1957 da Emilio Greco e dedicato all’ingegner Camillo Olivetti, fondatore dell’omonima fabbrica: si trova ai piedi di una parete di roccia tagliata fra il 1826 e il 1830. Su questo sperone roccioso sorgeva, nel Medioevo, il Castello di San Maurizio (Castellazzo), situato in posizione strategica a strapiombo sul fiume: distrutto una prima volta nel XIII secolo, il castello fu definitivamente raso al suolo, e per volontà popolare mai più ricostruito, nel 1305 dopo la violenta sommossa causata dal governo dispotico dei Marchesi del Monferrato.