CHIESA DI SANTA CROCE

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La CHIESA DI SANTA CROCE fu realizzata nei primi decenni del Seicento come oratorio della Confraternita del Suffragio, un’associazione istituita nel 1616 con fini di culto e mutua assistenza e poi confluita nel 1802, insieme all’Associazione del Santissimo Nome di Gesù nella Confraternita di Santa Croce.  

Le prime notizie in merito alla costituzione della Chiesa risalgono al 1622 e riguardano l’acquisto di un edificio privato, seminascosto da altre case, da trasformare in oratorio. Verso la metà del Seicento quando la confraternita aveva acquisito maggior prestigio e maggiori mezzi economici, proseguono i lavori con la formazione della volta e la sistemazione degli esterni; vennero così acquistate due case, l’una retrostante la chiesa e l’altra antistante, affacciata sulla via Magna Burgi (oggi via Arduino). Fu quindi possibile ampliare il complesso con la costruzione della sacrestia e del coro, eseguito da maestranze luganesi nel 1665, e (assai più tardi) fu possibile liberare uno spazio davanti alla chiesa per far posto alla piazzetta in "sternito" che ancora si osserva. 

Sul finire del XVII secolo si completano gli interni realizzando l’orchestra, gli altari laterali e, nel 1695, le sedie e gli stalli del coro. Il compito di creare questo arredo sacro venne affidato ai minusieri provenienti da Paruzzaro, nel novarese. 
Nel corso del Settecento vennero realizzati un nuovo ed elegante altare maggiore e la balaustra in marmi policromi (1749), la cupola con la relativa lanterna esterna destinata a dare luce all’altare (1752-1753) e, finalmente, la decorazione parietale dell’area presbiterale affidata a Luca Rossetti, pittore di Orta, che coronava l’eleganza dell’apparato decorativo. Il tema sviluppato è quello mariano, vivaci scene con personaggi sono inserite in fondali scenici capaci di dilatare la prospettiva interna: nel coro è rappresentata la Natività e nel presbiterio gruppi di Santi sostenitori del Culto della Vergine. Nelle lunette Soprastanti si sviluppa da un lato l’Annunciazione e di fronte la raffigurazione della Beata Vergine Maria. 

Infine, nel 1777 fu quasi interamente rifatto nelle forme attuali il vecchio campanile ormai pericolante.

Negli anni in cui si tentò (inutilmente) di contrastare l’ingresso in Ivrea delle truppe napoleoniche, la chiesa venne requisita e trasformata in deposito militare. Già nel 1802, tuttavia, la chiesa fu riconsacrata e divenne il luogo di culto della Confraternita di Santa Croce (nata dalla fusione della Confraternita del Suffragio con la Confraternita del Santissimo Nome di Gesù). 

L’ultimo intervento architettonico (1850) fu l’edificazione (su progetto dell’ingegnere Giuseppe Melchioni) di una nuova facciata in pietra bianca di Viggiù. I rilievi destinati ad ornare la facciata furono realizzati dallo scultore Giuseppe Argenti. Nella lunetta sopra l’ingresso sono raffigurate le Anime del purgatorio; il gruppo scultoreo posto più in alto (ispirato ad un modello di Antonio Canova) rappresenta la Deposizione dalla Croce; nel timpano è raffigurato il Padre Eterno tra nuvole, angeli e cherubini.  

La chiesa (ancora consacrata) continua ad essere gestita dalla Confraternita di Santa Croce: vi si si celebra la messa in occasione di particolari ricorrenze religiose; viene anche utilizzata per mostre d’arte, eventi culturale in collaborazione con associazioni ed enti della Città di Ivrea.